John Grisham – Il rapporto Pelican

La notte del 1° ottobre Abe Rosemberg, prestigioso membro della Corte Suprema americana, viene assassinato. Due ore più tardi Glenn Jensen, il più giovane dei colleghi di Rosemberg, viene strangolato in un cinema a luci rosse, probabilmente dallo stesso assassino. Il paese è sotto shock, FBI e CIA brancolano nel buio. Chi poteva volere la morte dei due giudici? Darby Shaw, una brillante studentessa di legge, è convinta di aver trovato la risposta. Le sue ricerche l’hanno portata a scoprire un’oscura macchinazione che coinvolge le massime autorità. Ma chiunque venga a conoscenza della sua tesi, contenuta nel “Rapporto Pelican”, è destinato a morire. Darby è costretta a fuggire per tutti gli Stati Uniti, alla ricerca di qualcuno che la possa aiutare. E fortunatamente incontra un uomo disposto a giocarsi la carriera e la vita per aiutarla.

John Grisham - Il rapporto Pelican

Perché l’ho scelto?

Sono un fan di John Grisham. Anche se gli ultimi 6 o 7 romanzi da lui scritti non li ho né acquistati né letti è solo questione di tempo. C’è stato un periodo – attorno ai miei 20 anni – dove leggevo praticamente solo suoi romanzi e questo naturalmente in rigoroso ordine cronologico.

Il rapporto Pelican essendo il suo terzo libro ed essendo stato pubblicato a inizio anni ’90, lo lessi già parecchi anni fa e mi ricordavo che allora mi piacque parecchio. Ho deciso di riprenderlo dalla libreria e di rileggerlo visto che comunque non ricordavo molto della trama.

La storia

In perfetto stile Grisham i primi capitoli sono le varie introduzioni ai personaggi che ci accompagneranno per il resto del libro. Personaggi che spesso non hanno nulla in comune e nemmeno si conoscono ma che inevitabilmente si ritroveranno a lottare insieme o contro.

L’uccisione dei due giudici della Corte Suprema americana coinvolge i massimi livelli del potere statunitense, dal Presidente in persona fino ai direttori di FBI e CIA. Tutti brancolano nel buio riguardo all’uccisione fino a che una giovane studentessa di legge all’università di New Orleans, tale Darby Shaw, si mette a fare ricerche e scrive un documento dove formula delle ipotesi sul mandante dei due omicidi.
Questo documento, che verrà in seguito nominato “Rapporto Pelican”, arriva ai piani alti e qui iniziano i guai.

Chiunque entri in possesso o legga il rapporto Pelican diventa un potenziale candidato all’obitorio, prima tra tutti la stessa autrice del documento. Darby deve così continuamente nascondersi, camuffarsi e scappare da destra a sinistra per tutto l’est degli Stati Uniti per sfuggire ai suoi cacciatori. Solo un giornalista ambizioso e noncurante del pericolo e con agganci all’interno della Casa Bianca aiuterà la fuggitiva a salvarsi ed a denunciare i responsabili dell’uccisione.

Opinione personale

Il rapporto Pelican si è rivelato essere un buon libro. Leggendolo a distanza di oltre 10 anni dalla prima volta l’ho letto ovviamente con altri occhi e con un’altra testa. Non è il classico legal thriller a cui Grisham ci ha abituati. Certo, la legge fa da sfondo essendo stati assassinati due giudici della Corte Suprema ed avendo come protagonista una brillante studentessa di legge, ma non ci sono eroici avvocati con epiche arringhe, non ci sono dibattimenti in aula e non ci sono procuratori pubblici disposti a tutto.

Il libro è molto scorrevole, lo stile di Grisham è sempre piacevole e la storia è abbastanza verosimile. Il fatto che una semplice studentessa di legge riesca ad eludere i migliori killer della terra ed alcuni agenti dell’FBI con semplici travestimenti e tagli di capelli è forse poco credibile, ma tutto sommato non ci si da troppo peso.

Probabilmente non il miglior romanzo di Grisham anche perché un po’ fuori dai suoi schemi/temi principali che gli sono evidentemente molto più consoni.

L’autore

John Grisham è un avvocato e per diversi anni ha anche esercitato la professione nel sud degli Stati Uniti. Infatti la maggior parte dei suoi racconti – o perlomeno i primi che sono stati scritti quando ancora lavorava appunto come avvocato – sono ambientati negli stati del sud come Mississippi, Alabama, Louisiana, ecc.
Dopo aver raggiunto un ottimo successo si dedica alla scrittura a tempo pieno e inevitabilmente esce dai suoi classici schemi e dai temi che conosce meglio, ovvero le aule di tribunale, il sistema giudiziario statunitense e il lavoro degli avvocati che negli USA si allarga anche a lavoro investigativo.

Io continuo ad essere un suo fan e sicuramente la mia libreria un giorno conterrà anche il resto dei suoi manoscritti che leggerò senz’altro.

Da leggere?

Senza ombra di dubbio. Io sarò anche prevenuto positivamente nei confronti di Grisham, ma per me tutti i suoi libri sono da leggere.

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