Frederick Forsyth – Il giorno dello sciacallo

Che genere di implicazioni nasconde, nell’estate del 1963, l’improvvisa recrudescenza della criminalità, con assalti alle banche e alle gioiellerie di tutta la Francia? Per quale motivo il colonnello Marc Rodin dell’Oas e un gruppo di suoi uomini, sempre tenuti sotto stretto controllo dai servizi segreti francesi, si sono rinchiusi in un albergo di Roma e sembrano intenzionati a non uscirne per nessuna ragione? Che rapporto c’è fra il loro esilio forzato e la scomparsa dei passaporti di due ignari turisti a Londra? Perché a Parigi, ogni sera, uomini molto importanti si riuniscono in gran segreto intorno alla persona del ministro degli interni? Perché si arriva a coinvolgere il servizio di sicurezza britannico, il Foreign Office e il Primo ministro? Quale grave pericolo incombe sulla Francia? La risposta a tutte queste domande emerge via via attraverso l’appassionante racconto della missione di un killer a pagamento conosciuto solo con il suo nome in codice, Sciacallo, incaricato di uccidere il presidente francese Charles de Gaulle, in una missione che potrebbe cambiare il corso della storia.

Frederick Forsyth - Il giorno dello sciacallo

Perché l’ho scelto?

Premetto che prima di prendere in mano questo libro non avevo mai sentito nominare Frederick Forsyth.

Alcuni anni fa mi trovavo in fila alla cassa del piccolo supermercato di paese e accanto avevo lo scaffale dei libri, e come spesso accade ho dato un’occhiata prendendo poi in mano questo esemplare del quale mi ha attirato la copertina. Ho poi letto la quarta di copertina che mi ha intrigato e considerato che necessitavo a breve qualcosa da leggere ho deciso di comperarlo ma senza troppe aspettative.

Mai e poi mai avrei pensato di aver acquistato un autentico capolavoro sul quale mi sono documentato dopo averlo letto e men che meno avrei pensato di innamorarmi – non nel vero senso della parola ovviamente – di Frederick Forsyth.

L’ho finalmente riletto. Ci ho messo pochissimo perché non si riesce a smettere, e come accennato nel mio pensiero su “Il cobra” e come promesso nella mia pubblicazione de “La lista nera” ecco di seguito la mia recensione di questo epico romanzo.

La storia

Un importante esponente dell’OAS (Organisation de l’armée secrète) viene giustiziato dopo un fallito attentato alla vita del Presidente della Francia Charles de Gaulle e i pochi restanti membri dell’OAS – in vertiginosa caduta di assensi fra la popolazione – si organizzano assoldando un sicario professionista. L’obiettivo è sempre il generale de Gaulle, reo di aver tradito la patria consegnando l’Algeria ai ribelli anziché continuare a combattere per la colonia.

Dopo un segretissimo incontro tra le parti inizia la preparazione all’attentato da parte dello Sciacallo. Tutto viene preparato nei minimi dettagli e per un buon centinaio di pagine si seguono le vicende dell’assassino che esegue ricognizioni e si procura il materiale necessario quali passaporti falsi e armi in giro per l’Europa.

Nel frattempo i capi dell’OAS sono chiusi in un albergo a Roma e proprio questo insospettisce la giustizia francese che inizia lentamente ad indagare. Da metà libro in poi si segue parallelamente il lavoro di indagine e di inseguimento della polizia e il lavoro di preparazione all’attentato e contemporaneamente di fuga dello Sciacallo. Protagonista dell’inseguimento è Claude Lebel, introverso e anonimo detective della polizia con un fiuto eccezionale e una predisposizione alla minuziosità.

Riuscirà lo Sciacallo laddove tanti altri hanno fallito prima di lui?

Opinione personale

Credo si sia già intuito che secondo il mio modestissimo parere siamo di fronte ad un capolavoro. Forsyth in questa opera – una delle prime tra l’altro – ha dato omaggio della sua conoscenza nel mondo dello spionaggio e della complottistica.
Come sempre ha mescolato in maniera grandiosa eventi e personaggi reali con altri eventi e personaggi da lui inventati rendendo comunque il tutto assolutamente verosimile.

L’assoluto protagonista del romanzo è ovviamente lo Sciacallo che seguiamo passo per passo per circa 200 pagine. Forsyth ci dice sempre esattamente cosa sta facendo, ed anche quando si trova al ristorante (peraltro molto spesso) non ci si annoia a leggere cosa stia mangiando. La preparazione dello Sciacallo è minuziosa e probabilmente veritiera, come lo dimostra il modo in cui si procura un documento inglese falso. Apparentemente questo sistema veniva usato regolarmente in Inghilterra anche dalle agenzie di spionaggio e controspionaggio. Inutile dire che Forsyth sembra aver sollevato un polverone al tempo della pubblicazione del libro agli inizi degli anni ’70.
Questo romanzo tra l’altro sembra essere stato trovato tra gli oggetti personali di alcuni terroristi e si suppone sia servito da manuale per la preparazione appunto di attentati.

Inevitabilmente si inizia ad immedesimarsi nello Sciacallo ed a convincersi e quasi sperare che l’assassinio avrà successo, la preparazione e l’attenzione maniacale ai dettagli rendono praticamente impossibile che lui possa fallire.
Poi entrano in gioco le autorità e si inizia ad apprezzare il classico lavoro investigativo del buon Lebel che è – appunto – meticoloso quanto lo Sciacallo e che nonostante la presenza palese di una talpa all’interno della task force che dà la caccia all’assassino, non si lascia abbattere e continua imperterrito sulla sua strada inimicandosi le più alte sfere della politica francese.

400 pagine che si leggono d’un fiato, senza mai annoiarsi, senza mai il bisogno di prendersi una pausa e senza timore di non capire qualche passaggio o di perdersi a causa dell’utilizzo di linguaggio troppo forbito. Insomma, un capolavoro! L’ho già detto?

L’autore

Di Forsyth ho già scritto nel mio articolo su La lista nera e non è necessario che mi ripeta troppo. Il fatto che lui stesso sia stato in passato un agente dei servizi segreti britannici rende automaticamente verosimili i suoi racconti.

Da leggere?

Penso di poterlo mettere tranquillamente nella top five dei miei libri preferiti e se necessario ripeto nuovamente che si tratta di un capolavoro. Ma credo si sia capito.

Una risposta a "Frederick Forsyth – Il giorno dello sciacallo"

  1. Baumi 4 maggio 2020 / 15:37

    non ho capito bene se ti é piaciuto… 🙂

    "Mi piace"

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