Michael Connelly – La bionda di cemento

Il Fabbricante di bambole: sceglieva le sue vittime nei quartieri malfamati di Los Angeles, le strangolava e le truccava come fossero bambole sorridenti. La polizia aveva cercato di catturarlo e, alla fine, Bosch se l’era trovato di fronte. L’uomo, disturbato nel sonno, aveva infilato una mano sotto il cuscino e Bosch gli aveva sparato, uccidendolo. Quattro anni dopo, Bosch si trova in un’aula di tribunale in un ruolo per lui insolito: quello dell’accusato nel processo per omicidio intentatogli dalla vedova. Ma quando viene informato del ritrovamento di un nuovo cadavere, quello di una bionda sepolta sotto una colata di cemento e truccata come le undici vittime del Fabbricante di bambole, non può non chiedersi se l’uomo che ha ucciso non fosse innocente.

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James Ellroy – White Jazz

Los Angeles, 17 ottobre 1958. L’FBI apre un’inchiesta sui collegamenti tra l’ambiente del pugilato professionistico e la malavita. Un’inchiesta che potrebbe allargarsi, trascinando nel fango tanti personaggi in vista della buona società, gente difficile da intrappolare. Ci vuole un’esca irresistibile, come il tenente Dave Klein, il poliziotto più corrotto della città. L’uomo che ha fatto favori a uomini politici e pubblici funzionari, al re della droga e ai capi del racket, diventa così, di colpo, il bersaglio di tutti. Ma Klein non è disposto a farsi ammazzare senza regolare i conti. E lo farà con tutta la violenza, con tutto l’odio di cui è capace.

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Don Winslow – Il potere del cane

Art Keller è un poliziotto ambizioso, con una mentalità da crociato, deciso a combattere in prima fila la guerra che gli Stati Uniti hanno lanciato contro il traffico internazionale di droga. Miguel Angel Barrera è il boss della Federación, il cartello che riunisce tutti i narcos messicani, e i suoi nipoti, Adàn e Raùl, smaniano all’idea di ereditarne l’impero. Nora Hayden, dopo un’adolescenza complicata, è diventata una prostituta d’alto bordo, sempre in bilico tra il cinismo più spinto e un insolito senso morale. Padre Parada è un sacerdote nato e cresciuto in mezzo al popolo, potente quanto incorruttibile. Sean Callan è un ragazzo irlandese di Hell’s Kitchen che si è trasformato quasi per caso in un killer spietato, al soldo della mafia. Sono tutti, in modo diverso, coinvolti nel mondo feroce del narcotraffico messicano: una guerra senza esclusione di colpi, che coinvolge sicari senza scrupoli e politicanti corrotti, i servizi segreti americani e la mafia, tra inganni, tradimenti, vendette spietate. Una guerra dove non esiste innocenza possibile, e dove è sempre in agguato, pronto a esplodere, il male assoluto: quella demoniaca crudeltà di uomini e cose cui una millenaria tradizione ha saputo dare un solo nome, evocativo quanto misterioso. Il potere del cane.

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Jeffery Deaver – Profondo Blu

Phate è il suo nome in codice. Sconosciuta la sua vera identità. È un hacker senza scrupoli che, grazie a un programma da lui stesso elaborato, può penetrare in qualsiasi sistema informatico, violare ogni computer, spiare la posta elettronica, impadronirsi di dati personali, assumere diverse identità. Con fredda precisione sceglie la sua vittima e la conduce verso la morte. Nessuno è al sicuro nel suo terreno di caccia, la Silicon Valley in California, il centro mondiale dell’industria informatica. Per fermare la sua follia omicida, il detective Frank Bishop è costretto a chiedere aiuto a Wyatt Gillette, detenuto per crimini informatici, l’unico capace di tenere testa al serial killer. Ma mentre Wyatt insegue Phate nei labirinti della rete, il killer bracca gli investigatori. Un romanzo dal meccanismo perfetto che unisce le atmosfere del cyber-thriller alla sottile inquietudine dello psycho-thriller.

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