Dan Brown – Crypto

A Washington è sabato pomeriggio quando Susan Fletcher, una delle più brillanti menti matematiche degli Stati Uniti, responsabile della divisione di crittologia della National Security Agency, viene convocata con urgenza nell’ufficio del comandante Strathmore. Qualcuno ha messo a punto un programma capace di ingannare Fortezza Digitale, il più sofisticato strumento informatico di spionaggio al mondo, un supercomputer che può decodificare qualunque testo cifrato ad una velocità strabiliante. Il suo creatore è il genio dell’informativa giapponese Ensei Tankado, handicappato dalla nascita per i perduranti effetti del disastro atomico di Hiroshima, che dopo essere stato chiamato a lavorare negli Stati Uniti ha sbattuto la porta in faccia ai suoi capi quando si è accorto che il supercomputer rischiava di trasformarsi in un nuovo Grande Fratello. È lui il sabotatore? In un crescendo di tensione, Susan si trova a combattere per difendere la nazione e gli scopi dell’Agenzia nella quale crede. Ma dovrà destreggiarsi fra menzogne e tradimenti, mettendo a repentaglio la propria vita e quella dell’uomo che ama.

Dan Brown - Crypto

Perché l’ho scelto?

Recentemente l’ho scelto perché volevo cambiare autore e tra i libri ancora da leggere ve n’erano soltanto di autori dai quali necessitavo una pausa. Ho quindi ripreso tra i romanzi già letti in passato “Crypto” di Dan Brown in quanto ricordavo poco o nulla riguardo al contenuto. Saranno passati una decina di anni da quando l’ho letto la prima volta.

Quando lo scelsi la prima volta ero – come molti – sull’onda dell’entusiasmo nei confronti di Dan Brown e della sua opera più famosa “Il codice Da Vinci”, tant’è che decisi di acquistare e leggere anche questa suo libro che oltretutto è antecedente al suo più grande successo editoriale.

La storia

Il racconto ruota attorno a Susan Fletcher che insieme al suo compagno David ed al suo capo Strathmore si devono occupare di salvare TRANSLTR, il supercomputer della National Security Agency, grazie al quale da anni vengono sventati attentati terroristici in tutto il mondo. TRANSLTR è in grado di decodificare qualsiasi messaggio criptato in pochissimi minuti ma questa volta è sotto attacco da un codice che sembra indecifrabile anche per il supercomputer e del quale le conseguenze sarebbero disastrose nel caso in cui non se ne venisse a capo.

Susan e Strathmore in un sabato dove la sede della NSA è quasi deserta tentano di bloccare il processo di decodificazione mentre David è in giro per l’Europa a cercare di recuperare il codice che Ensei Tankado – il programmatore dimissionario di TRANSLTR – ha addosso a sé e permetterebbe di sbloccare il supercomputer.

Completano il quadro svariati addetti alla sicurezza della NSA che cercano di capire cosa stia succedendo nonché un feroce assassino che sembra anche lui essere alla ricerca del codice di Tankado.

TRANSLTR si salverà?

Opinione personale

Il libro è stato scritto nel 1998, è ambientato nell’anno 1996 e quindi a livello tecnologico si situa nella preistoria. Nonostante questo il tema del romanzo è attualissimo, solo che oggi il “Grande Fratello” oggi opera con altri strumenti grazie anche ad oggetti come smartphone, telecamere ad ogni angolo del pianeta, eccetera.

“Crypto” si legge d’un fiato grazie alle capacità di prosa di Dan Brown, abilissimo a tenere alta la suspense capitolo dopo capitolo. La trama si evolve in maniera abbastanza lineare con gli eventi che si susseguono in modo logico e cronologico permettendo a tutti di seguire la storia senza particolari problemi.

Il vero problema di questo romanzo – a mio modestissimo parere – è la verosimiglianza. Il fatto che qualcuno da qualche parte nel mondo controlli tutte le comunicazioni e-mail, telefoniche, messaggistiche varie, ecc. è secondo me assolutamente vero. Quello che personalmente reputo assurdo nel romanzo è il ruolo di David, fidanzato di Susan, che di professione fa il docente di linguistica all’università. David sarebbe ideale nella ricerca di linguaggi e codici vari, ma qui viene spedito in Europa a recuperare un codice quando sarebbe forse più opportuno inviare un agente segreto, specialmente quando l’operazione sembra mettersi male.
È vero che durante la lettura si capisce perché è stato mandato lui e la cosa può anche sembrare logica, ma quando David riesce – un po’ per fortuna e un po’ per abilità inspiegabili – ad eludere i vari tentativi dell’assassino di ucciderlo ecco che il tutto non è più verosimile.

Nonostante il problema di cui sopra la trama è piuttosto originale e anche i meccanismi che si innescano per la risoluzione del problema dimostrano che Brown è un ottimo romanziere e dotato di notevole inventiva e conoscenze.

L’autore

Come già accennato Dan Brown – scrittore statunitense – ha ottenuto il grande successo con “Il codice Da Vinci” sull’onda del quale anche i suoi romanzi scritti in precedenza e mai troppo considerati, hanno improvvisamente iniziato a scalare le classifiche issandosi velocemente in vetta.

Il successo è a mio modesto parere giustificato in quanto Brown è molto abile nello scrivere e nel catturare l’attenzione delle persone andando anche a scrivere su argomenti che da sempre affascinano le persone. Il suo personaggio maggiormente conosciuto è Robert Langdon, professore di storia dell’arte e protagonista di cinque suoi romanzi.

I temi da lui scritti e descritti nonché le accuse – talvolta nemmeno troppo velate nei suoi romanzi – nei confronti di istituzioni religiose gli hanno attirato le critiche del mondo ecclesiastico. Paradossalmente ciò sembra avergli creato l’enorme pubblicità che ha poi portato al suo successo quale scrittore.

Da leggere?

Sì, molto avvincente e godibile. Tratta dell’importante tema “Grande Fratello globale” ma non offre chissà quali spunti di riflessione sul tema. Ottimo libro da ombrellone o vacanza in generale.

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