Il Mastermind è un serial Killer, è una «mente superiore», è «il migliore». Non deve neppure compiere i delitti: gli basta manipolare psicologicamente alcuni individui, mandarli «in missione» e poi sbarazzarsene. Il Mastermind è imprendibile, e il suo piano è infallibile. Ma qual è il vero scopo del suo piano? Soltanto chi sia disposto a capire potrà fermarlo, chi abbia il coraggio di scendere nel buio gelido dei suoi pensieri, chi sia capace di pensare con il suo cervello… Soltanto Alex Cross potrebbe riuscirci, ma il coraggioso profiler è stanco di entrare nelle menti degli assassini. Anche perché la sua famiglia e la donna che ama hanno bisogno di lui…

Perché l’ho scelto?
Dopo “Il gioco della donnola” la prossima avventura di targata James Patterson con il detective Alex Cross come protagonista, è “Mastermind”. Ci ho messo un po’ a procurarmelo e per questo ho letto e recensito diversi altri libri nelle ultime settimane:
- “La prova del fuoco” di Nancy Taylor Rosenberg
- “Grido di guerra” di Wilbur Smith
- “La caduta” di Michael Connelly
- “Oscuri segreti” di Hjorth & Rosenfeldt
- “La lista del giudice” di John Grisham
- “Trilogia di New York” di Paul Auster
- “Il sospetto” di Robert Crais
- “Uno straniero allo specchio” di Sidney Sheldon
“Mastermind” è il sesto libro della serie di Alex Cross che sto leggendo in rigoroso ordine cronologico:
La storia
Una serie di rapine a banche a Washington e dintorni, durante le quali vengono anche uccise delle persone pur non essendo assolutamente necessario, portano la firma di Mastermind, la mente superiore. L’FBI si allerta e convoca anche Alex Cross che sta vivendo un momento difficile con la sua amata Christine che ancora risente degli effetti del rapimento subito ne “Il gioco della donnola”.
I rapinatori dopo i colpi eseguiti e consegnata la refurtiva al Mastermind, che guida li guida da lontano, vengono uccisi in maniera brutale confondendo ancora di più le idee all’FBI.
Cross collabora con l’agente speciale FBI Betsey Cavalierre, ambiziosa e specializzata in rapine in banca. Con il passare del tempo i due si avvicinano sempre di più al Mastermind ma proprio quando sembra che possano mettergli le mani addosso, le rapine si arrestano ma in compenso iniziano a sparire, e morire, i membri della squadra che gli danno la caccia.
Come fa il Mastermind a essere sempre un passo avanti agli altri? Come è possibile che non sembrano esserci tracce dei colpevoli sui luoghi del reato?
Opinione personale
Lo schema narrativo di Patterson questa volta cambia in maniera importante. Quello che rimane uguale è che seguiamo sia le gesta del cattivo – sempre raccontato in terza persona – che quelle di Cross, col racconto in prima persona. Capiamo anche che si tratta per l’ennesima volta di autentico folle ma non sappiamo in maniera alcuna di chi si tratta. Questa volta quindi abbiamo a che fare con un cattivo sconosciuto e seguiamo Cross non solo per capire come arriverà a scoprire il colpevole, ma anche per scoprire di chi si tratta.
Come sempre il libro si legge velocemente. Le circa 320 pagine sono volate in circa una settimana e su questo non avevo nessun dubbio. Patterson è abilissimo a scrivere, i capitoli sono cortissimi e studiati a tavolino per invogliare il lettore a continuare.
Il personaggio di Cross secondo me regredisce rispetto all’ultimo capitolo dove invece era parso più umano. In “Mastermind” Cross affronta una difficile situazione familiare complicata ulteriormente dal fatto che la donna che avrebbe dovuto sposare praticamente lo abbandona. Una delle cause di questo allontanamento è il fatto che con il suo lavoro Cross mette costantemente in pericolo la sua famiglia ed il peggio è che sembri non rendersene conto. Ma Alex Cross – classico eroe a stelle e strisce – vede nel suo lavoro l’unico modo per sentirsi realizzato e la sua unica ancora di salvezza. Nonostante stia perdendo i suoi affetti più cari non vede altro che la sua professione.
Dunque, un libro diverso rispetto al solito, dove il protagonista, pur essendo decisivo nella risoluzione (parziale) del caso, perde molti punti. Oltre al fatto che non sappiamo prima chi sia l’antagonista ed al fatto che Cross torni ad essere molto antipatico, abbiamo un’altra diversità che però mi fa abbastana piacere. Al termine del libro abbiamo un colpo di scena enorme che rimanda – per la risoluzione del caso – al prossimo libro. Un colpo di genio di James Patterson per invogliare il lettore ad acquistare anche il suo prossimo romanzo… forse non è proprio un caso che sia considerato l’autore di thriller più venduto al mondo.
Da leggere?
Sì, nonostante sia il romanzo della serie di Alex Cross che finora mia sia piaciuto di meno.