Los Angeles, 1951. A ventisei anni Freddy Underhill è già considerato un poliziotto di grande talento, destinato a una brillante carriera. Un giorno però viene assassinata una sua amica. La polizia incarcera un innocente che, dopo un interrogatorio brutale, confessa e si suicida. Di questo errore madornale, Underhill diviene il capro espiatorio. Lasciata la polizia, l’ex detective va alla deriva, si trasforma in un relitto umano. Ma quando, anni dopo, viene uccisa un’altra donna, il suo intuito mai sopito gli suggerisce che un oscuro filo lega i due delitti. Scosso dal torpore, Underhill si mette sulle tracce del vero colpevole. Una caccia all’uomo al di fuori del diritto e della legge, una sete di giustizia – o di vendetta? – che ha il sapore dell’ossessione.
Chicago
James Ellroy – Il sangue è randagio
Estate del ’68. Dopo gli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy, gli Stati Uniti sembrano sul punto di esplodere. Disordini, speculazioni politiche e teorie del complotto scuotono dalle fondamenta la stabilità sociale. Una squadra di sabotatori si prepara a creare disordini durante la convention del partito democratico a Chicago. Le organizzazioni di militanti afroamericani sono sul piede di guerra nel southside di Los Angeles. J. Edgar Hoover, capo dell’FBI, prepara drastiche contromisure.
E il destino ha piazzato tre uomini in un punto nevralgico della Storia.
Dwight Holly, laureato a Yale, è l’uomo di fiducia di Hoover, incaricato di fomentare contrasti fra i gruppi del potere nero e ossessionato dalla figura di una comunista ebrea di nome Joan Rosen Klein. Wayne Tedrow, ex poliziotto e trafficante occasionale di droghe, lavora per il miliardario Howard Hughes alla costruzione di una rete di case da gioco nella Repubblica Dominicana. Il giovane Don Crutchfield, guardone e investigatore privato di mezza tacca, coinvolto in cose più grandi di lui.
È un destino crudele e inesorabile a intrecciare le loro vite, trascinate in un vortice troppo violento per poter resistere. Con al centro un unico fulcro attorno a cui tutto ruota: Joan Rosen Klein, la Dea Rossa.
James Ellroy – Sei pezzi da mille
22 novembre 1963. Un giovane poliziotto di Las Vegas, Wayne Toodrow Junior, arriva a Dallas con 6000 dollari in contanti e un odioso compito da svolgere. Non sa che di lì a poco si ritroverà immerso per cinque lunghi anni nei retroscena criminali della vita pubblica americana, tra mafia, Ku Klux Klan, armi e “polvere bianca”…
In queste pagine Ellroy traccia un affresco dei grandi eventi di quegli anni, dal movimento per i diritti civili all’assassinio di Martin Luther King fino all’escalation dello sforzo bellico in Vietnam. I personaggi di finzione si mescolano così a quelli reali, le grandi figure dell’epoca si affiancano a sbirri, assassini, malviventi e provocatori, mentre i fili della storia vera e di quella inventata confluiscono in un unico grande Incubo Americano.
Michael Connelly – Il poeta
Jack McEvoy fa il reporter di nera. La morte è il suo mestiere. Ma questa volta la morte gli porta una storia che non avrebbe mai voluto scrivere e un mistero che deve risolvere a tutti i costi.
Là fuori, in agguato, c’è un serial killer astuto e feroce, un perverso assassino, un meticoloso discepolo del male. E il suo biglietto da visita è un verso di Edgar Allan Poe.
James Ellroy – American Tabloid
J. Edgar Hoover, capo dell’FBI. Jimmy Hoffa, presidente del sindacato dei trasporti. Howard Hughes, editore miliardario. Robert Kennedy, senatore. John F. Kennedy, senatore e poi presidente degli Stati Uniti. Tra il 1958 e il 1963 questi erano gli uomini che tenevano in pugno l’America. Ma erano anche i protagonisti di una guerra sporca e segreta, affidata a spie corrotte e trafficanti di droga, a killer e prostitute.
Mai così amaro, mai così violento, James Ellroy racconta, nuda e cruda, la storia di un’America senza eroi. Un’America che ha perso anche il ricordo dell’onore e dell’innocenza.