Nell’odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un’intera nazione. L’impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria “come un marchio d’infamia”. Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell’uomo contro l’ingiustizia, Furore è forse il più americano dei classici americani
Midwest
James Ellroy – Clandestino
Los Angeles, 1951. A ventisei anni Freddy Underhill è già considerato un poliziotto di grande talento, destinato a una brillante carriera. Un giorno però viene assassinata una sua amica. La polizia incarcera un innocente che, dopo un interrogatorio brutale, confessa e si suicida. Di questo errore madornale, Underhill diviene il capro espiatorio. Lasciata la polizia, l’ex detective va alla deriva, si trasforma in un relitto umano. Ma quando, anni dopo, viene uccisa un’altra donna, il suo intuito mai sopito gli suggerisce che un oscuro filo lega i due delitti. Scosso dal torpore, Underhill si mette sulle tracce del vero colpevole. Una caccia all’uomo al di fuori del diritto e della legge, una sete di giustizia – o di vendetta? – che ha il sapore dell’ossessione.